Abstract

Pubblicato da A. Venneri, R. Pentore, B. Cotticelli, S. Della Sala (Dipartimento di psicologia, Università di Aberdeen, UK; Divisione di neurologia, ospedale regionale, Bolzano, Italia; Divisione di neuroradiologia, Ospedale Villa Verde, Reggio Emilia, Italia). in 'Cortex', (1998) 34, 743-752 il 02 gennaio 2020 - traduzione: Elena Rebonato

Descriviamo due pazienti, con diagnosi di presunta sindrome di Alzheimer, che manifestarono un chiaro neglect nell'ultima fase della loro malattia. All'inizio, i loro profili cognitivi erano molto simili ai comuni casi di demenza degenerativa, ma, mentre la demenza progrediva, apparve il neglect, che diventava via via sempre più grave. Le immagini di risonanza magnetica (MRI) mostravano un'atrofia cerebrale più marcata nell'emisfero destro, in ambedue i pazienti, e ventricoli più ampi, sulla destra, in uno di loro. Questi due studi longitudinali di casi singoli mostrano che il neglect può presentarsi nell'AD, a dispetto della natura insidiosa e progressiva di questo disturbo, e del fatto che interessi bilateralmente il cervello. L'apparizione del neglect nello stadio finale della malattia di questi pazienti si interpreta come il risultato sia dell'asimmetria nell'atrofia, sia nello sconvolgimento dei meccanismi compensatori, dato dal progressivo peggioramento dell'atrofia dell'emisfero sinistro.

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