Conclusioni

Pubblicato da A. Venneri, R. Pentore, B. Cotticelli, S. Della Sala (Dipartimento di psicologia, Università di Aberdeen, UK; Divisione di neurologia, ospedale regionale, Bolzano, Italia; Divisione di neuroradiologia, Ospedale Villa Verde, Reggio Emilia, Italia). il 23 agosto 2017

Abbiamo riportato i casi di due pazienti che mostravano neglect sinistro nell'ultimo stadio dell'AD. Inizialmente, in ambedue i pazienti, il neglect non era identificabile nemmeno ad un accurato esame neuropsicologico. Il neglect si manifestava progressivamente, dopo un periodo di 3 (M.P.) e 4 (C.G.) anni dall'insorgenza dei primi sintomi di demenza. Nei seguenti controlli annuali e semestrali, i danni peggioravano in modo drammatico, rendendo impossibile ai soggetti svolgere le attività quotidiane.

Un'accurata ricerca della bibliografia esistente, relativamente ai deficit cognitivi nell'AD, non permise di individuare altri casi analoghi a quelli trattati.

Sono state riportate varie teorie riguardanti l'interpretazione del neglect che emerge in seguito a lesioni focali( Heilman e Valenstein, 1993; Kinsbourne , 1970 e 1987). Tutti questi studiosi assumono che l'eminegligenza unilaterale emerga dall'asimmetria funzionale tra l' emisfero destro e quello sinistro.

Ma come possono queste teorie spiegare il neglect dei pazienti sopra indicati?

Diagnosi differenziale: G.C. ed M.P. hanno una diagnosi clinica di AD ed un grave neglect sinistro. Non sono disponibili esami anatomopatologici, come conferma alla diagnosi, e quindi resta un marginale rischio di errore diagnostico. Comunque, i loro profili clinici e neuropsicologici non lasciano spazio ad altre possibili diagnosi, quali potrebbero essere ad esempio il Lewy body desease ( McKeith, Galasko, Kosaka et al., 1996), la demenza frontotemporale (Brun, Englund, Gustafson et al., 1994), o la degenerazione corticobasale (Gibb, Luthert e Marsden, 1989). Indipendentemente dalle patologie succitate, è certo che il neglect appare in questi pazienti come conseguenza di una lenta e progressiva degenerazione cerebrale. Dunque, si può pensare che il loro neglect risulti da un più consistente danno atrofico all'emisfero destro. Come tutti coloro che soffrono di AD, anche i cervelli di questi pazienti sono afflitti dalla malattia bilateralmente. Se si dovesse concordare con la teoria di Kirk e Kertesz (1991), qui il neglect non dovrebbe comparire. Comunque G.C. ed M.P. , affetti da un bilaterale, lento e progressivo danneggiamento cerebrale , manifestavano un serio neglect sinistro. Di determinante importanza, però, può essere il locus delle lesioni. Danni simmetrici bilaterali delle aree parietali possono causare disorientamento visivo bilaterale (Pierrot-Deseilligny, Gray e Brunet).

Se la lesione ( sia morfologica che funzionale ) coinvolge le aree parietali in modo asimmetrico, allora compare il neglect. Questa spiegazione post hoc può essere supportata da uno studio sull'incidenza del neglect nei pazienti AD, che presentano asimmetrie sia funzionali che morfologiche.

La domanda relativamente al perché il neglect si presenti solo nell'ultimo stadio dell'AD non ha ancora trovato risposta. L'evidenza che il recupero dal neglect dopo un danno cerebrale unilaterale destro è meno completo rispetto a quei pazienti, che hanno avuto atrofia cerebrale premorbosa ( Levine, Warach, Benowitz et al., 1986 ) offre alcune chiarificazioni. Certamente l'atrofia cerebrale presente anche nell'emisfero sinistro, anche se meno grave, può aver limitato le abilità di quest'emisfero, per compensare il neglect sinistro. Ciò può spiegare in modo plausibile come il neglect nei pazienti succitati non compaia che all'ultimo stadio della malattia. Si possono fare due ipotesi per spiegare il peggioramento dei fenomeni del neglect:

Come prima cosa, l'ingravescente atrofia della regione parieto-temporale destra causa una sempre più sbilanciata distribuzione dell'attenzione nello spazio,

In alternativa, si può pensare che inizialmente, l'emosfero sinistro, che era meno danneggiato dall'atrofia, permetteva la compensazione per lo sbilanciamento dell'attenzione diretta nello spazio, causata dall'esteso danno dell'emisfero destro.

Nello stadio terminale, con la progressione del disturbo, l'atrofia lentamente ingravescente dell'emisfero sinistro ostacolava le sue abilità nel dirigere l'attenzione nell'emicampo ipsilaterale, facendo così apparire un severo neglect sinistro.

Infine, è stato molto sottolineato che queste scoperte possono aggiungersi alla controversia relativa al neglect in caso di lesioni bilaterali. Alcuni autori ribattono che:

I pazienti con lesioni focali che danneggiavano il network attentivo sia a destra che a sinistra " a chiazze", mostavano neglect più facilmente nell'emispazio di destra (Weintraub, Daffner, Ahem et al., 1996);

Altri( Vuilleurmier, Hester, Assal et al., 1996) sostenevano che il neglect sinistro potesse scomparire qualora avvenisse una seconda lesione nell'emisfero sinistro.

Le evidenze provenienti dai nostri due pazienti, che presentano danni cerebrali bilaterali, e che mostravano neglect sinistro, non supporta nessuna delle disquisizioni succitate.

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