Valutazione del dott. J W Ironside

Autore: John D W Greene, John R Hodges, James Ironside, Charles P Warlow - Department of Clinical Neurosciences, University of Edinburgh, Neuropathology Laboratory, Departement of Pathology, Western General Hospital, Edinburgh, University of Cambridge Neurology Unit, Addenbrooke's Hospital and Cognitive Sciences Unit, 15 Chaucer Road, Cambridge
Traduzione: Ilaria Zanetti

All'esame autoptico ( post mortem ), c'era testimonianza di atrofia muscolare e di broncopolmonite, ma non furono notate altre anomalie nel torace e nell'addome. Il cervello pesava 1054 grammi ed era atrofico in maniera evidente. Le sezioni coronali confermarono una significativa atrofia corticale con una distribuzione assai diffusa, con una associata dilatazione ventricolare. Gli ippocampi erano atrofizzati in maniera simmetrica, ma solo in modo leggero. Non fu rilevata una atrofia lobare specifica, e non c'era segno di tumore, infezione, emorragia o infarto. I vari meningei non erano in rilievo. Non fu notata atrofia selettiva del nucleo lenticolare o del talamo. Alla sezione trasversale non si è individuato nulla di rilevante a livello del cervello e del tronco dell'encefalo.

L'istologia della corteccia frontale e temporale nell'afasia progressiva spesso mostra evidente perdita neuronale, ma in questo caso non era importante. C'era evidenza di spongiosi, con piccole aree di vacuolazione nel neuropilo. In termini di diagnosi differenziale non c'era evidenza di placche amiloidi o di matasse neurofibrillari da suggerire una diagnosi di malattia di Alzheimer e non c'erano i corpi di Lewy, i corpi di Pick o altre inclusioni sono state identificate nell'immunocitochimica per l'ubiquitina o il tau.

L'ippocampo mostrò un'astesa vacuolazione e l'esame istologico della corteccia temporale e frontale inferiore mostrava aree di vacuolazione confluente, con occasionale vaculazione neuronale compatibile con una diagnosi di encefalopatia spongiforme. Nessuna delle "vistose" placche caratteristiche della nuova variante della malattia di Jakob-Creutzfeldt era presente. Facendo riferimento alla topografia della vacuolazione, era più grave nella corteccia frontale e temporale, con gravi cambiamenti nel giro temporale inferiore (fig. 2). Questa era accompagnata da un'evidente perdita neuronale e da astrocitosi.

Comunque, un cambiamento spongiforme era presente in un' assai diffusa distribuzione inclusa la corteccia occipitale, il nucleo caudato e il talamo in una irregolare distribuzione. Il cervelletto mostrava una degenerazione spongiforme focale nello strato molecolare accompagnato da una perdita di neuroni dello strato granuloso, con gliosi irregolari e conservazione delle cellule di Purkinje. Non furono trovate placche amiloidi nel cervelletto. I vasi sanguigni in tutto il cervello erano irrilevanti e non mostravano segno di angiopatia amiloide. Così la diagnosi alle solite sezioni è di encefalopatia spongiforme (malattia di Jakob-Creutzfeldt).

Figura 2 Un cambiamento molto diffuso è presente nella corteccia frontale, con confluente vacuolazione (ematossilina ed eosina; l'originale x 200).

Per cercare le cause della spongiosi focale nel cervello, fu fatta l'immunocitochimica per la ricerca della proteina prionica, ritrovata, in sede perivacuolare, particolarmente nella corteccia frontale e temporale ( fig. 3).

Figura 3 L'immunocitochimica per la proteina prionica mostra una colorazione positiva (marrone) in una ben estesa distribuzione nella corteccia frontale, con un denso aggregato focale attorno alle aree di confluente degenerazione spongiforme (anticorpo monoclonale KG9; originale X200).

Nessuna delle placche caratteristiche della nuova variante della malattia di Jakob-Creutzfeldt era presente nel cervello o nel cervelletto. L'analisi del gene per la proteina prionica in questa paziente non mostrò mutazioni al codon 129 che codifica per la metionina. Non c'era una storia di esposizione iatrogena all'agente della malattia di Jakob-Creuzfeldt. Riassumendo, la diagnosi è di malattia di Jakob-Creutzfeldt sporadica.

Domande

" E' insolito per il cervello essere così atrofico nella malattia di Jakob-Creutzfeldt? Il nostro patologo dice che il cervello non mostra atrofia nella malattia Jakob-Creutzfeldt".

Dottore J W Ironside: Questo è vero nei casi di malattia di Jakob-Creutzfeldt più rapidamente progressivi. Nei casi rari come questo con una storia più lunga, l'atrofia cerebrale è spesso più marcata. In Giappone, dove la sopravvivenza media dei pazienti con la malattia di Jakob-Creutzfeldt è più elevata rispetto a quella del Regno Unito, l'atrofia cerebrale è comune, con il peso del cervello frequentemente ridotto a 800-900 grammi.

Dottore Knight,( National CJD Surveillance Unit, Edinburgh): Noi raramente vediamo atrofia alla RM nella malattia di Jakob-Creutzfeldt. Un altro punto è che noi troviamo casi chiaramente genetici con la classica mutazione della proteina prionica, nonostante l'assenza di una storia di familiarità. Penso che ci siamo 3 tipi di pazienti con un lungo decorso della malattia di Jakob-Creutzfeldt. In un gruppo essi hanno semplicemente un lungo e lento deterioramento. Nel secondo gruppo i sintomi iniziali sono parossistici e probabilmente mimano degli attacchi ischemici, ma poi sviluppano un corso rapidamente progressivo. Nel terzo gruppo c'è un brusco e molto rapido declino, ma essi in seguito sopravvivono in uno stato vegetativo quasi continuo. Vorrei inoltre dire che non ci sono molti dati sulla tecnica di bioimmagine come la SPECT nella malattia di Jakob-Creutzfeldt.

Conclusioni

Diagnosi del Professore J R Hodges: Malattia di Jakob-Creutzfeldt spradica

Diagnosi patologica Malattia di Jakob-Creutzfeldt

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