Prima serie sperimentale

Autore: Gail Robinson, James Blair e Lisa Cipolotti
Traduzione: Gioia Negri

La prima batteria di test era basata in parte su quelli utilizzati da Costello e Warrington (1989), Esmonde (1996) e Snowden et al. (1996).

Test di produzione di singole parole e proposizioni semplici

Test 1. Produzione di singole parole per completare una frase.

Venne scelta da Bloom e Fischler (1980) una serie di frasi con l’ultima parola cancellata. Alla paziente venne sottoposta la frase e le si chiese di dire una singola parola adatta per completarla (ved. Tabella 3). Ella non riuscì a dire il vocabolo adatto per 25 su 91 frasi. Rispose "… non ci riesco…" oppure "…non mi viene in mente…" dopo lunghe pause (> 10 sec.). Venne ricercata la causa della sua difficoltà con queste frasi. Curiosamente, si notò che le frasi che non riusciva a completare avevano significativamente più parole alternative per il completamento (come "Helen si arrampicò per spolverare il…" con 16 risposte verbali possibili elencate) rispetto a quelle che completò (come "I cani hanno un buon senso del…" con 4 possibili alternative) (Mann-Whitney U= 434.5, P< 0.0001). Perciò, sembra che la capacità di A.N.G. di completare frasi con singole parole fosse influenzata dal numero di opzioni potenziali di risposta.

Tabella 2: prima serie sperimentale: riassunto dei punteggi ai test di produzione verbale

Test Risp. corrette

Test 1 Produrre una parola per completare una frase 66/91

Test 2 Produrre una frase per completare una proposizione 3/20

Test 3 Produrre una frase data una singola parola comune 2/15

Test 4 Produrre una frase data una frase- contesto 3/20

Test 5 Produrre una frase dato un singolo disegno 0/6

Test 6 Produrre una frase data una scena illustrata 34/34

Test 7 Produrre più frasi data una scena illustrata 3/20

Test 8 Inventare una storia dato un contesto illustrato 0/5

Test 9 Costruzione di una frase 14/15

Test 2. Produzione di una proposizione semplice per completarne una complessa

Questo compito conteneva 20 frasi, incluse 10 utilizzate da Costello e Warrington (1989). Venne chiesto ad A.N.G. di completare ciascuna proposizione con una seconda frase in modo da formare una proposizione di senso compiuto (ad es. "Essi andarono al…"). A.N.G. ebbe grandi difficoltà in questo test, con soltanto 3 risposte corrette su 20 (ved. Tabella 3). Fu incapace di produrre alcuna risposta per 12 frasi, persino dopo pause molto lunghe (>10 sec.) (ad es. per "I bambini erano…" rispose "No, proprio non ci riesco…è ridicolo…ma non riesco") e disse una singola parola in risposta alle restanti cinque frasi (ad es. " Sally e Peter erano…" "…liberi").

Test di produzione di proposizioni articolate

Test 3. Produzione di una proposizione data una parola comune

Le singole parole comuni (otto verbi e sette nomi comuni come "correre" e "telefono") già utilizzate da Costello e Warrington (1989) furono presentate ad A.N.G., a cui si chiese di produrre un’intera proposizione contenente la parola-bersaglio. A.N.G. riuscì a produrre proposizioni grammaticalmente corrette e complete solo per due parole-stimolo su 15 (ad es. la sua risposta a "telefono" fu "non avete un telefono in questa stanza" e a "alta" fu "io sono alta"; ved. Tabella 3). I suoi tempi di risposta per entrambe furono lunghi ( >10 sec.). non diede risposta a nove parole. Iniziò una frase che non riuscì a completare per le restanti quattro (ad es. a "corse" seguì "il ragazzo corse con il… non so…non mi viene in mente altro" ed a "erba" seguì "l’erba…non ci riesco"). La sua prestazione era gravemente deficitaria sia per sostantivi che verbi.

Test 4. Produzione di una proposizione data una frase-contesto

Ad A.N.G. vennero sottoposte 20 frasi complete, incluse le 10 utilizzate da Costello e Warrington (1989), e le fu chiesto di produrre una seconda frase sul tema della prima. A.N.G. produsse una risposta corretta soltanto a tre delle 20 frasi (ad es. "I bambini si recarono alla spiaggia" fu seguito da "giocarono sulla sabbia", ved. Tabella 3). Per otto frasi non produsse alcuna risposta (ad es. "Jenny legge un libro in biblioteca", risposta: "…non posso…". Per sette frasi, allungò in modo semplice la frase iniziale, anziché generare una frase separata come richiesto (ad es."il piano era scordato", risposta:"ma non troppo"). Per le restanti due frasi produsse solo una parola (ad es."dopo il film uscirono a mangiare" fu seguito solo da "pizza…").

Test 5. Produzione di una frase da un singolo disegno

Si presentarono ad A.N.G. dei disegni di oggetti comuni (ad es. un uomo o un cane) e le si chiese di dire una intera frase che includesse il soggetto del disegno. Nonostante l’istruzione di non denominare semplicemente il disegno ma di produrre una frase, la paziente riusciva solo a recuperare, dopo lunghe pause (tempo medio di risposta ± ds =15 ± 6 sec.) i nomi dei disegni (ad es."è un cane…tutto quello che mi viene in mente"; ved. Tabella 3). La sua prestazione in questo compito era gravemente menomata così come quella nel test 3 che le richiedeva di generare frasi da singole parole.

Test 6. Produzione di una frase data una scena illustrata

In questo compito, si chiese ad A.N.G. di generare una frase per descrivere semplici scene disegnate selezionate dalla Valutazione Psicolinguistica dell’Elaborazione Linguistica nell’Afasia (Kay et al. 1992) e dal TROG (Bishop 1989). La paziente produsse frasi sensate e grammaticalmente corrette per tutti i disegni ("…un ragazzo ed una ragazza stanno cavalcando un elefante", ved. Tabella 3). Contrariamente al suo grave deficit nel generare frasi da singole parole, singoli disegni e da frasi, era eccezionalmente inalterata nel produrre frasi da stimoli di scene disegnate.

Test 7. Produzione di frasi da una scena disegnata: "cosa potrebbe succedere dopo?"

In questo compito, si presentarono ad A.N.G. dei disegni semplici e le si chiese di inventare cosa sarebbe potuto succedere in seguito.

Figura 2: un esempio delle scene illustrate utilizzate nel test 7

Riuscì a produrre delle frasi solo per 3 disegni su 20 (ad es. per la figura 2 disse correttamente "egli farà un gol"). Per i restanti disegni fu completamente incapace di produrre una frase riguardante cosa sarebbe potuto succedere, benché fosse capace di descriverli (ad es. per un’altra figura disse "Sta pattinando sul ghiaccio e si diverte").

Test 8. Produzione di una storia da un contesto illustrato

Si presentarono ad A.N.G. dei semplici disegni-stimolo (come un dottore che fa un’iniezione a una bambina) e le si chiese di produrre una breve storia che includesse il contenuto del disegno. La paziente era seriamente deficitaria in questo compito e, nonostante le istruzioni, descrisse sempre i disegni (ad es. "sta facendo la puntura… non mi viene in mente nient’altro". Ved. Tabella 3).

Test 9. Costruzione di frasi

Si chiese ad A.N.G. di riordinare delle singole parole, stampate su pezzetti di carta separati, per costruire frasi sensate di 3, 4, 5 o 7 parole. Le singole parole furono poste sul tavolo in un ordine che non formasse una frase grammaticalmente corretta (ad es. la sequenza "bella camminare per era serata una"). La prestazione di A.N.G. era quasi impeccabile (ved. Tabella 3). Il suo unico errore fu nel riordinare "che importava non disse le" come "Non disse che le importava" invece della risposta "Disse che non le importava". Le sue risposte a questo compito furono veloci.

Riepilogo e conclusioni per la prima serie sperimentale

A seguito della prima serie sperimentale, era chiaro che la nostra paziente aveva una grossa difficoltà nella produzione di parole, proposizioni semplici e complesse. Tuttavia, ciò non poteva essere spiegato nei termini di un deficit nell’abilità di produrre un piano d’azione per costruire una frase. A.N.G. infatti era impeccabile in un compito di costruzione di frasi (ved. Test 9). Bisognerebbe sottolineare che A.N.G. era capace di produrre parole e frasi con specifiche condizioni di test. Ad esempio, A.N.G. riusciva a produrre le parole quando denominava le figure e quando completava frasi con poche possibili risposte (ved. Test 1). Inoltre, A.N.G. riusciva a generare frasi quando queste erano descrizioni di scene illustrate (ved. Test 6 e 7) o azioni complesse come nel Reporter Test.

Noi sosteniamo che il deficit di A.N.G. fosse dovuto ad un’incapacità di scegliere una risposta verbale nelle situazioni in cui lo stimolo attivasse molte opzioni che concorressero per la risposta. In una situazione in cui uno stimolo attivava una singola risposta "dominante" o quando, tra rivali, una risposta possibile era considerevolmente più attivata, A.N.G. non avrebbe dovuto mostrare difficoltà. Ciò apre la strada alle seguenti considerazioni. Primo, che l’abilità di A.N.G. di generare frasi da un nome proprio dovrebbe essere superiore alla sua abilità di generare frasi da un nome comune. Uno stimolo dato da un nome proprio dovrebbe attivare fortemente una singola risposta predominante. I nomi comuni dovrebbero attivare più opzioni di risposta verbale. Secondo, la produzione di proposizioni che parte da frasi con un’elevata prevedibilità di risposta, dovrebbe essere superiore alla produzione di proposizioni a partire da frasi con una bassa prevedibilità di risposta; poiché da queste ultime vengono attivate più risposte verbali potenziali senza identificare una chiara risposta predominante. Terzo, la produzione di frasi da coppie di parole con un’elevata associabilità tra esse dovrebbe essere superiore alla produzione di frasi partendo da coppie di parole con una bassa associazione. Le coppie di parole con alta associazione dovrebbero attivare fortemente una risposta dominante, oltre che attivare debolmente altre scelte di risposta. Le coppie di parole con bassa associabilità invece dovrebbero attivare più opzioni di risposte verbali in grado equivalente. Queste previsioni vennero verificate nella nostra seconda serie di esperimenti.

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