Seconda serie sperimentale

Autore: Gail Robinson, James Blair e Lisa Cipolotti
Traduzione: Gioia Negri

Test 10. Produzione di una frase da singoli nomi propri e singoli nomi comuni

In questo compito, ad A.N.G. vennero presentati in ordine casuale singoli nomi propri (come "AIDS" e "Gandhi") e singoli nomi comuni (come "tavolo" e "forchetta") e le si chiese di produrre intere frasi che li contenessero (ved. Appendice 1). Si trovò una differenza altamente significativa tra la sua abilità quasi intatta di produrre frasi grammaticalmente complete per i nomi propri (ad es. "Hitler" fu seguito da "Hitler è una di quelle persone malvagie che non avrebbero mai dovuto esistere") e la sua prestazione molto scarsa per i nomi comuni ved. Tabella 4; c2 (1)= 7.26, P< 0.0007.

Tabella 4: seconda serie sperimentale: schema delle risposte corrette e tempi medi di risposta nei test di produzione di frasi e proposizioni

1°valutazione di A.N.G. Rivalutazione di A.N.G. Soggetti controllo J.T.

Test 10

N. propri 26/28 28/28* 28/28 20/23

T.reazione 3.1±1.6 2.18±1.9

N.comuni 11/28 27/28* 28/28 19/23

T.reazione 7.8±2.2 2.3±1.7

Test 11

Frasi (a.p.) 9/12 12/12* 12/12 8/10

T.reazione 4.3±3.2 1.9±1.6

Frasi (b.p.) 3/12 12/12* 12/12 8/10

T.reazione 5.7±4.7 2.2±3.0

Test 12

Coppie(a.a) 22/30 30/30* 30/30 NT

T.reazione 4.4±3.3 2.6±3.2

Coppie(b.a.) 4/30 27/30* 30/30 NT

T.reazione 4.6±1.9 2.8±4.6

NT= Non testato

I tempi di reazione sono dati come media ± deviazione standard

* = tutte le risposte sono state date in meno di 2 sec.

(a.p.)= alta prevedibilità di risposta

(b.p.)= bassa prevedibilità

(a.a.)= alta associabilità di parole

(b.a.)= bassa associabilità

Per due dei 28 nomi propri fallì nel produrre la frase; semplicemente non rispose. Non diede risposta per 14 dei 28 nomi comuni, anche dopo lunghe pause di >15 sec. (ad es."mare" fu seguito,alla fine,da "…no…non posso…non ho idea…"). Per altre tre parole comuni iniziò una frase che fu incapace di completare (ad es. per "corto" disse "abbiamo un corto…" poi, dopo una pausa di 18 sec.:"no, non ce la faccio…"). I suoi tempi medi di reazione per le risposte corrette ai nomi propri e comuni sono riportate nella Tabella 4. Cinque soggetti di controllo donne, abbinate per età e scolarizzazione (che diedero il consenso informato per partecipare) non ebbero difficoltà con questo compito (ved. Tabella 4). Utilizzando un criterio 4-s (una deviazione standard sopra la media di controllo), otto delle risposte corrette di A.N.G. per le risposte comuni erano basse. Al contrario, i suoi tempi di reazione nel produrre frasi a partire da nomi propri erano all’interno della fascia delle valutazioni di controllo.

La sua prestazione in questo compito per le parole comuni era leggermente migliore di quella nel test 3 che le richiedeva di produrre una frase da un singolo nome comune. Ciò sembrò dovuto al fatto che le parole comuni per le quali produsse le frasi erano nomi di oggetti presenti nella stanza delle prove o nomi di capi che lei indossava. A.N.G. adottava un approccio euristico che la rendeva capace di produrre frasi descrivendo la posizione di un oggetto (ad es. "bicchiere" evocò: "ci sono un bicchiere e una brocca su quel tavolo" e "bracciale" evocò: "io indosso un bracciale"). Un sottoinsieme degli stimoli utilizzati nel test 10 fu somministrato ad una seconda paziente (J.T.) con una grave sindrome disesecutiva frontale (ved. Appendice 2). J.T. aveva un’abilità quasi intatta di generare frasi grammaticalmente corrette per entrambi i tipi di stimolo (ved. Tabella 4). Tuttavia, il contenuto delle frasi pronunciate era spesso bizzarro. Per esempio, per il nome proprio "Londra" disse:"Quando sono a Londra i miei denti hanno bisogno di una pulizia…".

Test 11. Produzione di una frase per completare una proposizione ad alta o bassa prevedibilità di risposta

Questo test consisteva di 12 frasi che avevano poche possibili risposte verbali per il loro completamento (ad es. "L’uomo entrò nel cinema") e 12 frasi che avevano molte possibili risposte (ad es. "l’uomo entrò in casa"; ved. Appendice 1). Le frasi furono presentate ad A.N.G. in ordine casuale e le fu chiesto di completarle con una seconda frase; lei produsse delle risposte appropriate per quasi tutte le frasi con alta predicibilità di risposta (ad es. "L’uomo si sedette sulla poltrona del dentista",risposta:"e provò la sua dentiera",ved. tabella 4). Al contrario, la sua prestazione fu significativamente deficitaria per le frasi a bassa predicibilità di risposta (ad es. "L’uomo si sedette in poltrona" fu seguito, dopo una pausa di 20 sec. da "No, non riesco…") c2 (1) =4.19, P < 0.04. Il suo tempo medio di reazione per le risposte corrette alle frasi con alta prevedibilità di risposta era all’interno della media dei controlli, che non ebbero difficoltà in questo compito (ved. Tabella 4).

Un sottoinsieme degli stimoli fu somministrato a J.T. Ella riuscì a generare frasi per quasi tutti gli item con alta e bassa prevedibilità di risposta (ved. Tabella 4), ma le sue risposte furono stravaganti (ad es. "ella prese il suo asciugacapelli", risposta:"e corse a più non posso").

Test 12. Produzione di una frase a partire da coppie di parole con alta e bassa associazione

Gli stimoli utilizzati in questo compito consistevano di coppie di parole altamente associate (come "pane-burro") e coppie di parole meno associabili (come "burro-insalata"; ved. Appendice 1). Queste parole avevano un tasso di immaginabilità di >450 (Oxford Psycholinguistic Database di Quinlan, 1992) che è stato utilizzato per classificarle come immaginabili (ad es. Fletcher et al. 1996). Le coppie di parole con alte e basse associazioni non differivano statisticamente in termini di immaginabilità ( Mann-Whitney U = 1319, P< 0.49). Venne data ad A.N.G. una coppia di parole e fu istruita a produrre una frase completa che contenesse entrambe le parole. Si riscontrò una differenza altamente significativa tra la ben conservata abilità di A.N.G. di produrre frasi grammaticalmente complete per coppie di parole con un’alta associazione (ad es."giraffa-collo" suscitò:"le giraffe hanno colli molto lunghi") e la sua scarsa capacità di produrre frasi per coppie di parole con una bassa associazione (ad es."gatto-collo" suscitò:" il gatto…" e poi, dopo 14 sec."…Non so…") c2 (1) =13.07, P< 0.0003; ved. Tabella 4. I suoi errori comprendevano sia la non risposta, che l’iniziare una frase che poi non riusciva a completare. I tempi medi di reazione per le risposte corrette sono dati nella Tabella 4. I soggetti di controllo non ebbero difficoltà in questo test.

Riepilogo e conclusioni per la seconda serie sperimentale

La prestazione di A.N.G. nei suddetti test confermò le nostre previsioni. La paziente era deficitaria nella produzione di proposizioni semplici ed articolate quando lo stimolo bersaglio attivava molte possibili risposte verbali in competizione tra loro. In netto contrasto, la sua prestazione era perfetta quando le veniva richiesto di produrre frasi e proposizioni laddove ci fosse un’opzione di risposta predominante laddove, tra rivali, una risposta verbale fosse considerevolmente più attivata. Questo modello di prestazione non era presente nella paziente J.T. nonostante la sua grave sindrome disesecutiva frontale. In particolare, J.T. aveva successo tipicamente nel produrre proposizioni semplici ed articolate sia per stimoli vincolanti che non vincolanti, benché le sue risposte fossero spesso bizzarre nel contenuto.

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