Abstract

Pubblicato da Ennio De Renzi e Maria Cristina Saetti Dipartimento di Neurologia,Università di Modena il 23 agosto 2017

In questo lavoro si riporta il caso di un paziente che, a seguito della rimozione parziale di un meningioma tentoriale, soffriva di un ematoma al lobo Occipitale Sinistro, che gli venne asportato. Egli mostrava una grave Anomia per gli stimoli presentati per modalità visiva, mentre la Denominazione era normale quando gli stimoli erano presentati in forma tattile, sonora e verbale.

Quando il Riconoscimento venne valutato con compiti non verbali, emerse un campione variegato di risposte e il paziente mostrò caratteristiche sia dell'Agnosia Associativa sia dell'Afasia Ottica.

Era gravemente danneggiato nella produzione di imitazione di immagini, ma solo marginalmente nel riordinare figure di una stessa categoria in sottocategorie.

Rispondeva normalmente nei compiti associativi nei quali i distrattori non avevano relazioni semantiche con il target, m riportava molti errori quando i distrattori ed il target erano legati semanticamente.

Gli autori propongono che l'interpretazione fatta da COSLETT e SAFFRAN (Brain ,1989) per l'afasia ottica si adatti anche all'agnosia associativa e sostengono che entrambi le sindromi riflettano un medesimo danno di accesso alle strutture rappresentazionali dell'emisfero sinistro, ma differiscano nel livello di compensazione fornito dalle risorse semantiche dell'emisfero destro.

Poiché le basi anatomiche delle due sindromi possono essere molto simili, gli autori sostengono che ciò che fa la differenza è il potenziale semantico dell'emisfero destro.

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