Livello percettivo

Autore: J.M. Grailet, X. Seron, R. Bruyer, F. Coyette, M. Frederix
Traduzione: Elena Pistollato

I test percettivi consistevano in due prove di copia e in due prove di abbinamento di oggetti uguali o diversi. Abbiamo inoltre dato ad HG la descrizione verbale delle fotografie che lui non era in grado di "riconoscere". C'erano due prove di copia, una da disegni e una da fotografie.

Prova 1: Copia da disegni

Materiale

E' stata usata una serie di 30 disegni lineari da una batteria standard. A questa serie sono stati aggiunti 14 disegni di oggetti più grandi animati e inanimati (4 fiori, 6 animali, 2 persone, una casa e un auto).

Risultati

Generalmente i disegni di HG erano facilmente riconoscibili e sembravano delle copie pedanti costruite in modo parcellizzato. Normalmente, meno complesso era il modello, migliore era la risposta (FIG. 2), ma quando il modello coinvolgeva diverse parti con numerosi dettagli e delle disposizioni spaziali complesse, i risultati di HG mostravano dei difetti, come delle proporzioni sbagliate di alcune parti o dei legami sbagliati (FIG. 3). Tuttavia, in nessun caso è stata osservata una vera disorganizzazione spaziale, come ad esempio, delle distorsioni spaziali o delle dislocazioni posizionali di grossa entità. Occasionalmente, i disegni erano incorniciati in un rettangolo che corrispondeva ai bordi del foglio di carta (FIG. 4) o la cornice veniva erroneamente inserita all'interno del disegno (FIG. 5). In tali casi, la complessità visiva poteva aver portato HG a posizionare in modo sbagliato i dettagli.

FIG. 2: Modello e copia di HG del disegno lineare di una pipa.

FIG. 3: Modello e copia di HG del disegno lineare di una scatola di fiammiferi e di una forbice.

FIG. 4: Modello e copia di HG del disegno lineare di una vite.

FIG. 5: Modello e copia di HG del disegno lineare di una busta.

Prova 2: Copia da fotografia

Materiale

Diciotto fotografie a colori sono state scelte dalla batteria standard secondo i criteri seguenti: per 6 fotografie l'ombra e i contorni dell'oggetto non avevano un forte contrasto; per altre 6 fotografie l'oggetto aveva delle chiare ombre ma queste erano facilmente distinguibili dal contorno dell'oggetto; infine, 6 oggetti non presentavano alcuna ombra.

Risultati

I risultati di HG nel disegnare le 18 fotografie non si distinguevano dai risultati ottenuti nella copia di disegni lineari.

HG distingueva gli oggetti molto bene dalle loro ombre anche quando il contrasto era minimo. Tuttavia, tendeva a riprodurre i riflessi della luce sulle superfici lisce degli oggetti come se queste delineassero diverse parti dell'oggetto (FIG.6).

Il fatto di includere in modo inadeguato il contorno del foglio di carta del disegno così come la riproduzione pedante dei riflessi della superficie indicavano chiaramente che il paziente processava tutte le informazioni, anche se queste non erano rilevanti per l'obiettivo proposto nella prova.

Nelle prove in cui bisognava abbinare oggetti uguali o diversi, ad HG è stato chiesto di dare dei giudizi di similarità a stimoli con un significato o privi di significato.

Prova 3: Stimoli con significato

Materiale

Gli stimoli erano 40 coppie di fotografie dalla nostra batteria standard:20 erano delle raffigurazioni identiche degli stessi stimoli, 20 erano delle raffigurazioni di stimoli diversi. Delle coppie diverse, 5 includevano oggetti visivamente molto diversi e 15 erano coppie di fotografie che condividevano delle configurazioni visive simili (FIG.7). Il soggetto doveva dare dei giudizi di somiglianza o di differenza e le risposte sono state registrate manualmente.

FIG. 6: Modello (fotografia) e copia di HG di un posacenere: ha disegnato il riflesso della luce all'interno del posacenere, così come il bordo della tavola sullo sfondo. La fotografia era a colori.

FIG. 7: Esempi di coppie diverse: la cassetta e la sciarpa sono chiaramente diverse, mentre il chiodo e la vite, così come la bottiglia e il birillo, sono visivamente simili. Le fotografie erano a colori.

Risultati

Il numero di risposte corrette date da HG è stato quasi totale: ha fatto 2 errori su una coppia di stimoli diversi e 2 su una coppia di stimoli simili, ma 3 dei 4 errori in effetti erano delle non risposte. Le non risposte riguardavano due coppie visivamente complesse dello stesso oggetto (un fifì e un mazzo di carte sparpagliato) e una coppia di oggetti diversi ma visivamente simili (un ditale e un temperamatite). HG ha dato un falso allarme accettando come uguali due stimoli visivamente simili (un chiodo ed una vite).

I risultati di HG erano chiaramente oltre un livello di casualità; tuttavia il suo comportamento non era normalmente efficiente: procedeva laboriosamente e, quando gli si presentavano degli stimoli complessi, sembrava che confrontasse ognuna delle parti e dei dettagli delle fotografie. Le risposte mostravano un effetto di similarità per coppie diverse: nelle 5 coppie fortemente diverse dal punto di vista visivo, il tempo di risposta medio per ogni oggetto era di 7.75 sec. Mentre per le 15 coppie visivamente simili, il tempo di risposta era di 14.75 sec. Infine, il tempo di risposta medio per i giudizi di identità era di 11.35 sec. La lentezza di HG è coerente con il fatto che egli adottasse un'analisi seriale ed un confronto dei dettagli.

Prova 4:Stimoli privi di significato

Materiale

Gli stimoli consistevano in 76 coppie di disegni lineari privi di significato, metà identici, metà diversi. C'erano 14 coppie in cui 2 disegni differivano per l'omissione o l'addizione di un dettaglio, e 24 in cui la differenza era un aspetto locale del contorno. Ad HG è stato nuovamente richiesto di abbinare i disegni identici.

Risultati

HG ha fatto 3 errori con coppie identiche e 14 con coppie diverse. Delle 14 coppie diverse che HG ha classificato come uguali, 8 erano coppie in cui c'erano delle differenze dovute all'addizione oppure all'omissione di un dettaglio e 6 coppie invece avevano delle differenze nel contorno. Vedi la Tabella 1 per i risultati.

TABELLA 1 Risultati della Prova 4
Numero di errori
Coppie identiche (n=38)
3
Coppie diverse (n=38)
Aggiunta/omissione di un dettaglio (n=24)
8
Limitata differenza nel contorno (n=14)
6

Globalmente, il suo comportamento era identico per stimoli con o senza significato e, ancora una volta, coinvolgeva un confronto seriale laborioso di dettagli. I risultati possono essere stati in qualche modo migliori nella prova 3 perché le fotografie utilizzate in essa contenevano più dettagli per il confronto (per esempio, l'ombra così come la forma).

Prova 5:Descrizione di oggetti

Materiali

Nel test che richiedeva l'identificazione di oggetti. Di disegni lineari e di fotografie a colori, HG ha prodotto tipicamente delle descrizioni spontanee degli oggetti. Occasionalmente, quando non lo faceva, tali descrizioni erano spronate da un esaminatore. Questo ci ha fornito una batteria di 90 descrizioni (30 di oggetti, 30 di disegni lineari e 30 di fotografie a colori) che sono state poi soggetto di ulteriore analisi.

Risultati

Le descrizioni di HG degli oggetti che non riusciva a riconoscere erano generalmente accurate. Divideva gli oggetti che gli venivano presentati in parti rilevanti. Frequentemente, descriveva i componenti principali e avrebbe suggerito alcuni attributi funzionali plausibili. Siccome non abbiamo nessun criterio oggettivo per dire cosa possa essere una buona descrizione di un oggetto, ci limiteremo in questa sessione alla presentazione di alcune delle sue tipiche descrizioni:

Stimolo: un mazzo di carte da gioco sparpagliato (disegni in bianco e nero).

HG:"Ci sono diversi oggetti uno accanto all'altro. Non so proprio cosa potrebbero essere."

EX:"Descrivili."

HG:"Bhè, qui vedo dei rettangoli. Ce ne sono molti. Su questo vedo dei disegni. Sugli altri, ci sono lettere, e qui c'è un disegno nel mezzo."

Stimolo:una tazza (vedi fig. 8).

HG:"Questo è un recipiente".

EX:"Sì, descivilo."

HG:"Bhè, qui c'è il contenitore. Questo sembra essere un manico e qui c'è una specie di coperchio."

EX:"Per cosa lo si usa?"

HG:"Non riesco a dirtelo, ci sono così tanti componenti."

EX:"Come lo chiameresti?"

HG:"Un recipiente."

EX:"E per cosa lo si usa?"

HG:"Ci puoi mettere liquidi o solidi, dipende da quello che ci vuoi mettere tu."

Stimolo: un coltello a sega (oggetto reale).

HG:"Non vedo cosa sia…una piccola sega? Qui vedo un manico, c'è una lama. Ci sono dei denti, ed è dritto."

EX:"Per cosa è usato?"

HG:"Per tagliare qualcosa."

EX:"Cosa?"

HG:"Mi stai chiedendo troppo!"

EX:"Fammi vedere come lo usi."

HG:Mima il gesto di segare qualcosa.

Queste descrizioni fanno pensare: indicano una corretto suddivisione degli oggetti, come per esempio nel caso di un coltello (manico, lama dritta e denti). I commenti di HG indicano anche una capacità di valutare attributi funzionali dall'identificazione delle parti: un recipiente, avendo un contenitore, deve contenere qualcosa; un coltello a sega, data la presenza di denti, può tagliare qualcosa.

Riassumendo, a livello percettivo, il soggetto poteva discriminare degli stimoli diversi dal punto di vista fisico e copiarli, ma sembrava procedere attraverso un'analisi segmentale degli oggetti confrontando ogni segmento dello stimolo in modo seriale. Le sue descrizioni degli stimoli seguivano lo stesso approccio segmentale, e l'interpretazione dello stimolo che proponeva sembrava essere il risultato di inferenze fatte dalle interpretazioni di segmenti.

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