Metodi

Autore: M.-T. Perenin e A. Vighetto
Laboratorio Di Neuropsicologia sperimentale, INSERM unità 24, Bron, Francia
Traduzione: Mara Bonati

L'atassia ottica è stata analizzata sistematicamente mediante registrazioni video e film 16 mm in ogni paziente. Ciò è stato eseguito in 2 diverse situazioni destinate a quantificare il deficit prossimale e distale, il raggiungimento di un oggetto e l'orientamento della mano in una fessura. In più la percezione visiva spaziale è stata analizzata tachistoscopicamente in 5 dei pazienti. Ognuno di questi test è stato anche eseguito in un gruppo di controllo di almeno 5 soggetti normali. Nei pazienti i dati sono stati raccolti dopo più di 3 settimane successive alla fase acuta della malattia (infarto o operazione per tumore) ad esempio, quando le lesioni si sono maggiormente stabilizzate e l'edema riassorbito. In questo modo la prima serie di test è stata somministrata da 3 a 5 settimane dall'esordio in 5 pazienti (casi 1,2,6-8) e da 4 a 17 mesi negli altri.

Percezione spaziale visiva

La capacità di discriminare la posizione di un punto e l'orientamento di una linea in entrambi gli emicampi è stato analizzato in un paradigma simile a quello dei precedenti studi (Kimura, 1969; Fontenot e Benton, 1972).

Il soggetto è seduto a 57 cm da uno schermo uniforme e gli è richiesto di fissare un piccolo buco al suo centro, attraverso cui l'esaminatore può controllare la fissazione oculare.

Gli stimoli sono fatti lampeggiare singolarmente per 200 ms in blocchi di 25 e 30 prove per emicampo, entrambi per test di posizione e orientamento. Ogni test inizia con il campo ipsilesionale. Nel test di percezione della posizione, gli stimoli consistono in punti neri di 1.5° di diametro che appaiono a 10,15,25,35 o 45° dal punto di fissazione.

Nel test di percezione dell'orientamento, gli stimoli sono linee nere di 15° di lunghezza orientati a 0, 30, 60, 90,120 o 150° rispetto alla orizzontale e sempre centrate a 27.5° dal punto di fissazione. Dopo questa prova il soggetto deve indicare verbalmente, usando una carta a scelta multipla, il numero corrispondente allo stimolo che ha appena lampeggiato.

Raggiungere un oggetto

I movimenti di "raggiungimento" sono stati filmati avendo, in ogni caso, una telecamera piazzata davanti al soggetto in modo da catturare l'intera fase di trasporto della mano così come il comportamento dell'occhio. In alcuni casi è stata piazzata una seconda telecamera lateralmente col fine di stabilire una vista sagittale simultanea del raggiungimento con la mano. Sono state utilizzate 3 condizioni principali. Nella condizione 1, il soggetto deve fissare la lente della telecamera. Gli si chiede di raggiungere e afferrare il più velocemente e accuratamente possibile un oggetto (una matita), il quale viene presentato dallo sperimentatore piazzato dietro di lui in vari luoghi successivamente nell'emicampo ipsilesionale, nel campo centrale e in quello controlesionale. Sono state analizzate prima la mano ipsilaterale e poi quella controlaterale. Sono state compiute almeno 10 prove per ogni combinazione mano-campo. Nella condizione 2, vengono presentati contemporaneamente 2 oggetti, uno in ogni emicampo e al soggetto viene richiesto di raggiungerli entrambi nello stesso momento mentre tiene gli occhi fissati sulla lente della telecamera. Nella condizione 3, viene presentato solo un oggetto ma invece di fissare la lente della telecamera il soggetto deve orientare gli occhi e la testa verso l'oggetto mentre lo raggiunge.

L'orientamento della mano

L'orientamento della mano è studiato con una versione semplificata del test utilizzato da Haaxna e Kuypers (1974) nella scimmia. Nella nostra versione del testo l'obiettivo è un disco bianco con un buco ovale attraverso il quale deve passare la mano stesa. Come nella situazione di raggiungimento sono state analizzate sistematicamente le diverse combinazioni mano-campo, ma per questo test il disco rimane nello stesso posto durante una sessione mano-campo: alla lunghezza del braccio e 30 cm a sinistra o a destra dalla linea di mezzo o sulla linea di mezzo. Solo l'orientamento dell'asse principale del buco (orizzontale, verticale e obliquo) cambia casualmente da prova a prova. Il disco viene messo su un tavolo che serve anche a standardizzare il punto di partenza della mano, sulla linea di mezzo e vicino al corpo. Sono state eseguite un minimo di 10 prove per ogni combinazione mano-campo. L'intero movimento del braccio e della mano è stato ripreso attraverso un punto di vista obliquo posteriore del lato mediale dell'arto; in alcuni casi un punto di vista frontale del disco viene ripreso con una seconda telecamera.

In questo studio come verrà visto più avanti, l'accuratezza è stata analizzata principalmente in termini di distribuzione delle risposte normali e sbagliate attraverso le diverse combinazioni mano-campo. La possibilità dell'utilizzo di sequenze di immagini (ogni 25 ms) rivela chiaramente le risposte sbagliate, ad esempio l'afferrare nell'aria nel primo test e un orientamento erroneo della mano quando si avvicina al disco nel secondo test. Una sottovalutazione dell'obiettivo sia per quanto riguarda la direzione e la distanza è stata notata nel test di raggiungimento. Inoltre , nel test di orientamento della mano è stata anche stimata la somma di errori di orientamento. Misurazioni precise dell'accuratezza in compiti di "indicazione" saranno riportati più avanti.

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