Componenti distali e prossimali del deficit

Autore: M.-T. Perenin e A. Vighetto
Laboratorio Di Neuropsicologia sperimentale, INSERM unità 24, Bron, Francia
Traduzione: Mara Bonati

Come osservato in tutti i nostri pazienti lesionati a destra e a sinistra, l'atassia ottica consiste in deficit distali e prossimali dei movimenti del braccio diretti visivamente. Le descrizioni precedenti hanno evidenziato maggiormente il mancato raggiungimento. I deficit distali, quando menzionati, coinvolgono maggiormente i movimenti indipendenti delle dita durante la manipolazione di obiettivi visivi (Damasio e Benton, 1979). Tzavar e Masure (1976), tuttavia, utilizzano lo stesso manipulandum di Haaxma e Kuyper (1974) e osservano un'assenza di adattamento anticipatorio della presa pollice-indice nei pazienti lesionati a sinistra ma non in 1 con lesioni a destra. Nelle nostre serie il mancato orientamento e il mancato adattamento della mano colpisce incurante del lato della lesione. Questo deficit distale è stato trovato anche in un altro studio su un paziente della presente serie danneggiato sia a destra che a sinistra, occupandosi maggiormente della cinematica dei movimenti prensili. Nella visione centrale e per lo più quando la vista della mano viene impedita, questi 2 pazienti (caso 3, 9 ) afferrano un piccolo oggetto tridimensionale con la superficie palmare della mano invece di utilizzare la punta delle dita (Jeannerod, 1986).

Nei passati 15 anni c'è stato un crescente sostegno al concetto che la prensione è promossa di 2 tipi di meccanismi o canali visuomotori. I canali di "spazio" e "oggetto" che si occupano, rispettivamente, della localizzazione spaziale e della forma degli oggetti, raccolgono informazioni ognuno a un livello differente del sistema visivo (il mesencefalo e livelli della corteccia visiva, rispettivamente, in accordo con l'ipotesi dei 2 sistemi visivi) e producono informazioni motorie su diversi segmenti del braccio, vale a dire sui segmenti prossimali e distali rispettivamente. Argomenti a sostegno di questa teoria, rivisti in Jeanne Rod e Biguer (1982), derivano per la maggior parte da studi sperimentali negli umani e nei piccoli di scimmia e da esperimenti split-brain, ognuno dimostrante una dissociazione delle 2 componenti della prensione. In questo modo la componente prossimale matura molto prima dopo la nascita a differenza della componente distale. Ancor di più, come mostrato nelle scimmie con split-brain, movimenti indipendenti della mano e delle dita sono mediate esclusivamente dalla via piramidale corticomotoneuronale controlaterale, mentre la motricità prossimale dipende dalle via corticospinali e subcortispinali controlaterali e ipsilaterali (Brinkman e Kujper, 1973).

In accordo con gli ultimi risultati, l'interruzione della connessione tra la corteccia visiva e l'area motoria precentrale danneggia l'adattamento delle dita all'obiettivo più che altre componenti dei movimenti diretti visivamente. Questo è stato dimostrato da Haaxma e Kuipers (1974) dopo una leucotomia unilaterale alla giunzione parieto-occipitale in scimmie con split-brain.

Quando gli animali devono afferrare piccoli pezzi di cibo da un buco stretto, un compito che richiede un preciso adattamento delle dita, essi falliscono se utilizzano la mano controlesionale. Un disturbo simile è osservato dopo lesioni parietali posteriori più grandi, che includono l'area 5 e 7 o solo l'area 7. Tuttavia tali lesioni colpiscono sia la precisione direzionale del braccio che l'adattamento posturale della mano e delle dita sul lato controlesionale. Negli uomini con lesioni della regione parietale posteriore, non ci sono testimonianze di un danneggiamento differenziale delle componenti prossimali e distali dipendente dal lato, profondo o superficiale, delle lesioni. Confronti con dati di animali, tuttavia, indicano che le lesioni della corteccia ottengono un modello animale molto più chiuso di atassia ottica rispetto a quello risultante da una disconnessione occipitofrontale. In questo modo, nella scimmia e nell'uomo, danni alla corteccia parietale posteriore possono alterare entrambi i meccanismi visuomotori coinvolti nella prensione. Questo concorda con un numero di dati sperimentali, sia anatomici che fisiologici. La corteccia parietale posteriore riceve l'informazione visiva indiretta dai due sistemi visivi. Essa è connessa al collicolo superiore e al pretectum attraverso il pulvinar (Benevento e Fallon, 1975; Baleydier e Mauguiere, 1977) e al la via genicolostriata attraverso la corteccia prestiata e al talamo dorsale (Jones e Powell, 1970; Mesulam et al., 1977). Negli ultimi anni singole cellule prese nella corteccia parietale posteriore delle scimmie hanno dimostrato l'esistenza parecchie categorie di di cellule le cui proprietà sono tutte compatibili con una funzione generale di questa regione corticale nel far corrispondere relazioni spaziali tra differenti parti del corpo e lo spazio più prossimo. È stato suggerito che questa parte della corteccia contribuirebbe ad una integrazione sensoriale di alto livello (high-order) e all'avvio di azioni motorie come il guardare e l'allungare la mano nel tentativo di prendere degli oggetti. ( Mountcaste, 1978; Lynch, 1980; Hyvarinen, 1982). In particolare, nell'area 5 e 7 c'è una proporzione significativa di cellule che sono specificatamente attivate sia in relazione a movimenti delle braccia per raggiungere degli oggetti e sia durante l'utilizzo delle mani, a volte per una data regione di spazio, un ulteriore argomento che favorisce il coinvolgimento di queste aree in entrambi i meccanismi visuomotori dimostrando apprendimento.

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