Metodi

Pubblicato da Dario Grossi, Nina Antonietta Fragassi, Enrico Giani, Luigi Trojano in Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry (1998),vol.64,795-798 il 02 gennaio 2020 - traduzione: Meta Mari

Il nostro esame fu inizialmente teso a verificare se la dissociazione nel disegno di linee orizzontali e verticali si rivelasse stabile attraverso condizioni sperimentali diverse. In seguito, provammo ad accertarci se questo tipo di fenomeno fosse replicabile in altre prove esecutive non grafiche. Per ultime, valutammo le abilità rappresentazionali e visuopercettive per verificare se la paziente avesse diffivoltà selettive nel rapportarsi con stimoli allineati orizzontalmente.

Poiché il testing fu sempre (eccetto in una occasione) condotto sul piano orizzontale con stimoli situati a distanze raggiungibili sotto il livello degli occhi, le linee oblique e verticali puntavano via dal soggetto in direzione radiale. Ad ogni modo, per semplicità, utilizzeremo sempre i termini "obliquo" e "verticale". La paziente usava la mano destra per attendere ai test esecutivi, in quanto il controllo motorio della sua mano sinistra era deficitario.

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