Il modello di apprendimento della lettura e la dislessia evolutiva

Autore: Sarah Menini

Il modello a due vie visto in precedenza rende conto di quali siano i processi implicati nella lettura di soggetti adulti che hanno già imparato a leggere e di che tipo di deficit si possa presentare nel momento in cui una delle vie di lettura diviene non operativa. Per parlare della dislessia evolutiva tuttavia bisogna far riferimento ad un modello di apprendimento della lettura che spieghi come il bambino perviene all'utilizzo corretto di entrambe le vie di lettura (fonologica e lessicale).

Il modello di apprendimento della lettura di Uta Frith (1985) spiega come i bambini passino da una totale ignoranza dei rapporti tra linguaggio orale e linguaggio scritto all'automatizzazione dei processi di lettura. Secondo questo modello d'apprendimento, l'acquisizione della lettura avviene attraversano 4 fasi tra loro indipendenti.

Ciascuno stadio è caratterizzato dall'acquisizione di nuove procedure e dal consolidamento e automatizzazione delle competenze già acquisite.

Stadio logografico: coincide solitamente con l'età prescolare. Il bambino riconosce e legge alcune parole in modo globale, perché contengono delle lettere o degli elementi che ha imparato a riconoscere, tuttavia egli non ha né conoscenze ortografiche né fonologiche sulle parole che legge.

Stadio alfabetico: il bambino impara a discriminare le varie lettere ed è in grado di operare la conversione grafema-fonema, potendo in questo modo leggere (attraverso la via fonologica) le parole che non conosce.

Stadio ortografico: il bambino impara le regolarità proprie della sua lingua. Il meccanismo di conversione grafema-fonema si fa più complesso ed il bambino diviene capace di leggere suoni complessi (sillabe) rendendo più veloce la lettura.

Stadio lessicale: il bambino riconosce in modo diretto le parole. Il bambino, a questo livello, ha formato un vocabolario lessicale che gli permette di leggere le parole senza recuperare il fonema (suono) associato ad ogni grafema (simbolo o lettera). Ora il bambino controlla bene l'attività della lettura che é diventata automatica e veloce. E' comunque ancora in grado di utilizzare le modalità di lettura degli stadi precedenti e, in effetti, le utilizza quando si trova ad affrontare la lettura di parole nuove, di cui non conosce il significato, o la lettura di parole senza senso.

In sostanza, la completa acquisizione delle prime tre fasi rende completa la modalità di lettura tramite la via fonologica. Mentre, il raggiungimento della quarta fase permette al bambino di utilizzare correttamente la via lessicale e di leggere le parole conosciute senza bisogno di operare la conversione grafema-fonema.

Seymour (1985) utilizza un modello molto simile a questo per riclassificare le dislessie evolutive sulla base del mancato raggiungimento dei vari stadi di apprendimento della lettura.

Secondo questo ed altri autori si possono osservare tre tipologie di dislessie evolutive:

dislessia fonologica

dislessia morfologica-lessicale (detta anche superficiale)

dislessia mista

Classificazione delle dislessie evolutive

Dislessia fonologica evolutiva

Sostanzialmente i sintomi di questa dislessia evolutiva sono simili a quelli della dislessia fonologica acquisita, sebbene si presentino in forma più sfumata e le dissociazioni sono meno marcate.

Il bambino ha maggior difficoltà nel leggere le non parole (stringhe di lettere senza senso) rispetto alle parole frequenti e a quelle che costituiscono eccezioni di pronuncia o di accentazione.

Questi sintomi sarebbero la conseguenza di un arresto dello sviluppo nel processo di apprendimento della lettura e precisamente a livello del passaggio dallo stadio alfabetico a quello ortografico. In altre parole, lo sviluppo della lettura nel bambino con dislessia fonologica rimarrebbe fermo a livello della conversione grafema-fonema delle singole lettere, non riuscendo a raggiungere la fase in cui tali regole vengono applicate a gruppi di lettere corrispondenti a sillabe, affissi e morfemi.

Dislessia superficiale evolutiva

La dislessia superficiale è presente sia come disturbo evolutivo che come disturbo acquisito, sebbene in letteratura siano stati descritti pochi casi di dislessia evolutiva superficiale.

I sintomi caratteristici di questo deficit sono, come abbiamo già detto, la sostanziale inefficienza della lettura di parole contenenti eccezioni di pronuncia o di accentate in modo irregolare, mentre vengono lette bene le non parole.

Secondo il modello di apprendimento della lettura di Frith, un deficit di questo tipo dovrebbe essere il risultato di un blocco dello sviluppo a livello dello stadio ortografico, per cui il bambino non ha problemi a compiere le conversioni grafema-fonema, ma non ha costruito il vocabolari lessicale necessario ad automatizzare la lettura.

Dislessia mista

È la dislessia che si può osservare più frequentemente. In essa sono presenti sintomi tipici di entrambe le categorie precedenti. Secondo il modello di apprendimento precedentemente presentato, questa dislessia sarebbe il frutto di un arresto alle prime fasi dello stadio alfabetico dello sviluppo.

Occorre, inoltre, ricordare che nei casi di dislessia studiati, sia in soggetti di lingua inglese che italiana, non sono riscontrabili casi tipici di dislessia fonologica o superficiale e che nella maggior parte dei casi si ha una compresenza dei vari sintomi indicante una relativa superiorità di un meccanismo di lettura sull'altro.

Iperlessia evolutiva

Questa sindrome è presente in forma evolutiva oltre che acquisita.

I bambini con diagnosi di iperlessia sono precoci nell'imparare a leggere, ma hanno significative difficoltà nella comprensione del linguaggio verbale. Inoltre hanno difficoltà si socializzazione e di interazione appropriata con le persone.

Molti di questi bambini, inoltre, hanno:

difficoltà ad iniziare la conversazione

forte necessità di attuare comportamenti abitudinari e ritualistici

difficoltà a pensare concetti astratti e in modo non letterale

grande memoria visiva e uditiva

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