Correlati anatomofisiologici dell'intelligenza

Se assumiamo l'esistenza di un fattore generale di intelligenza, g, diventa interessante capire se vi è una relazione fra tale fattore e parametri anatomofisiologici legati al sistema nervoso centrale.

Velocità di processamento

Vi è una letteratura crescente che mostra come la velocità con cui le persone eseguono facili compiti percettivi e cognitivi correla con i punteggi dei test d'intelligenza.

Le persone con alti punteggi tendono ad apprendere, cercare, riconoscere gli stimoli presentati più velocemente di persone con bassi punteggi.

In ogni caso la correlazione tende ad essere piuttosto bassa, ancorché significativa.

Tempo di reazione della scelta

Nei compiti di decisione in cui viene chiesto di trovare un elemento “intruso” fra altri elementi, i tempi di reazione sono negativamente correlati con i punteggi d'intelligenza: più il soggetto ha un q.i. alto meno tempo ci mette a rispondere. Tuttavia, tali risultati sono abbastanza difficili da interpretare.

Inspection time

Un altro paradigma che misura la velocità di processamento è il metodo “Inspection time”. Due linee vengono presentate a breve distanza l'una dall'altra e seguite da un mascheramento. Il compito del soggetto è decidere quale delle due linee era la più corta.

Misure neurologiche

Recentemente la ricerca ha iniziato ad esplorare quelli che sembrano essere gli indici più diretti dei processi neurali. In particolare sono stati studiati i potenziali evocati visivi per valutare la velocità di conduzione dei nervi. Anche in questo caso i risultati sono a volte inconsistenti. È comunque interessante notare come, in alcuni studi, si è trovato che la velocità di conduzione è correlata ai punteggi nei test d'intelligenza., in modo tale che più alto è il punteggio ai test più veloce sarà la conduzione nervosa, cioè il rapporto tra la distanza della corteccia visiva primaria dagli occhi fratto la latenza delle componenti N70 e P100.

Problemi d'interpretazione

Alcuni ricercatori credono che l'intelligenza psicometrica dipenda direttamente da quella che è definita “efficienza neurale” del cervello, portando la correlazione tra intelligenza e velocità di processamento come conferma della loro ipotesi. Va comunque tenuto conto che i risultati possono essere attribuibili a variabili intervenienti quali la motivazione, le strategie percettive e quelle attentive, e la familiarità con il materiale.

Conclusioni

In letteratura vi sono numerosi studi che hanno indagato la relazione fra q.i., velocità della risposta in compiti percettivi piuttosto semplici e tempi di latenza della conduzione nervosa. Sebbene gli indizi a favore di una correlazione (negativa) fra q.i. e tempi di latenza e di reazione siano numerosi, vi sono alcuni problemi interpretativi. Più in particolare secondo alcuni autori la correlazione esiste soprattutto fra particolari fattori di intelligenza (ad esempio il fattore “general speed of processing”, Gs) dei modelli gerarchici di intelligenza e particolari fattori legati al paradigma sperimentale di “inspection time”, quali il fattore di velocità di visualizzazione.

Pertanto il rapporto fra q.i. e velocità di processamento e di latenza è un argomento interessante, che merita di essere sviluppato, ma che incontra difficoltà di interpretazione nei suoi risultati.

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