La neuropsicologia clinica

La neuropsicologia clinica ha lo scopo di valutare e, qualora possibile, riabilitare, i deficit cognitivi e le annesse implicazioni di tipo psicologico, affettivo e di personalità conseguenti a patologie a carico del sistema nervoso centrale.

Il livello delle funzioni cognitive superiori costituisce uno degli aspetti che più significativamente qualificano la qualità della vita di un individuo e dei suoi famigliari, ed i deficit a carattere patologico che investono tali funzioni vanno considerati come una delle forme più gravi e frequenti di handicap che interessano i cittadini delle società occidentali, ed in particolar modo la fascia più anziana della popolazione.

Nonostante l'azione terapeutica difficilmente possa rispondere alle legittime aspettative di guarigione di tali pazienti, l'intervento diagnostico e riabilitativo della neuropsicologia risulta estremamente utile nel contenere gli effetti del decorso patologico, nel limitare le sofferenze che questo arreca a pazienti e famigliari, nel razionalizzare le risorse che le istituzioni investono nel trattamento e supporto dei soggetti coinvolti.

La diagnosi neuropsicologica

Un'accurata valutazione neuropsicologica risulta indispensabile per una corretta diagnosi sul presunto stato patologico delle funzioni cognitive superiori. Se accompagnata da altri strumenti diagnostici (valutazione psicopatologica, valutazione neurologica, anamnesi clinica e remota ed utilizzo di bioimmagini - tac, risonanza magnetica, eeg) la valutazione neuropsicologica può portare ad un'appropriata diagnosi differenziale dello stato di salute dell'utente. Tale diagnosi risulta determinante anche per un adeguato intervento terapeutico: basti pensare, ad esempio, alle pseudodemenze imputabili a gravi stati depressivi spesso non riconosciuti proprio a causa della sintomatologia di tipo cognitivo; in questo caso un'efficace trattamento antidepressivo, anche a carattere farmacologico, potrebbe essere omesso qualora la diagnosi propendesse erroneamente in favore di una patologia demenziale.

Accanto alla diagnosi differenziale, la valutazione neuropsicologica risulta funzionale ad una corretta valutazione - qualitativa e quantitativa - del livello funzionale delle differenti componenti cognitive ed offre un'importante chiave di lettura, anche prospettica, delle implicazioni di carattere personale, familiare, professionale e sociale legate all'insorgenza ed al decorso della patologia. Risulta quindi possibile da un lato meglio preparare l'utente ed i famigliari a misurarsi con il problema ed affrontarne le conseguenze, dall'altro quantificare con maggiore efficacia il carico di lavoro che la famiglia e le istituzioni dovranno sobbarcarsi nel prestare un'adeguata assistenza al malato.

La valutazione neuropsicologica risulta inoltre propedeutica alla stesura di un programma riabilitativo, qualora questo si riveli opportuno; la ripetizione periodica dei test risulterà infine necessaria per valutare il decorso della patologia, se di carattere progressivo, e l'efficacia dell'eventuale intervento riabilitativo.

Il mancato utilizzo degli appropriati strumenti testistici da parte di professionisti qualificati può portare in primo luogo ad un'errata diagnosi e, di conseguenza, ad un'inappropriata terapia, ed in secondo luogo ad una misvalutazione del livello di autosufficienza dell'utente e dunque del costo sociale della sua patologia.

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