Trauma cranico e sindrome frontale

Pubblicato da Stefano Bussolon il 02 gennaio 2020

Risulta piuttosto comune, in letteratura, considerare la sindrome frontale (sindrome conseguente a lesione del lobo frontale) come conseguenza "naturale" di un trauma cranico. Ciò è dovuto al fatto che, per motivi anatomici, i traumi cranici (ferite traumatiche chiuse) tendono a danneggiare soprattutto le aree orbitofrontali del cervello.

I danni a seguito di trauma cranico raramente sono circoscritti. Le lesioni più grossolane possono essere diagnosticate attraverso l'uso di bioimmagini, ma altri tipi di lesioni, quali il danno assonale diffuso, edema o danni conseguenti ad ipossia sono difficilmente visualizzabili. (Adams, 1975).

La sintomatologia frontale non è, di per se, prova di danno frontale, in quanto potrebbe essere conseguente ad una disconnessione delle proiezioni prefrontali del nucleo talamico dorsomediale o delle fibre ascendenti del sistema reticolare mesencefalico.

Sintomatologia della sindrome frontale

La sindrome frontale è caratterizzata da sintomi di tipo cognitivo e di tipo comportamentale (cambiamenti di personalità).

I sintomi cognitivi più comuni includono:

  • deficit delle funzioni cognitive superiori (pianificazione, utilizzo di strategie, capacità di giudizio e di critica);
  • deficit attentivi e motori;
  • deficit di tipo mnestico (disturbo di recupero dell'informazione, di categorizzazione semantica, amnesia post-traumatica,).

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