Il test di fluenza permette una rapida e d efficiente valutazione della capacità di evocazione di parole e spesso questa prova è parte integrante del test per lafasia come nel caso del MAE (Multilingual Aplasia Examination) e del BDAE ( Boston Diagnostic Aplasia Examination). Se la prova non è contemplata nellesame utilizzato, viene frequentemente aggiunta come prova a parte per la valutazione di pazienti lievi o di media gravità. La prova di fluenza viene spesso usata per valutare il miglioramento della fasia in quanto il numero di parole prodotte aumenta con il regredire del disturbo lessicale. Il test di fluenza viene anche usato come test frontale per valutare la capacità del paziente di generare una strategia di ricerca appropriata.
il test risulta sensibile ad un disturbo del linguaggio di origine afasica, in coloro che presentino deficit frontali, nelle patologie psichiatriche non focali come la schizofrenia e la corea di Huntington, nella malattia di Alzheimer, nel morbo di Parkinson.
le prove di fluenza utilizzano stimoli fonologici o semantici. Per le categorie fonemiche si presentano come stimoli le lettere F,P,L. Per le categorie semantiche gli stimoli sono dati da: marche dauto, frutti, animali.
nella prova di fluenza per categorie fonemiche lesaminatore dice al paziente: "Ora le chiederò di dirmi tutte le parole che le vengono in mente con una determinata lettera dellalfabeto . Ad esempio con la lettera "S" lei potrebbe dirmi " sole, sasso, sciare, svelto", ma dovrebbe evitare di dirmi nomi propri di città come " Sassari" . Inoltre non sono considerate valide parole derivate come "sugo-sughetto" . Tutto il resto va bene: verbi, aggettivi, sostantivi ecc. Cominciamo con la lettera "F" : ha un minuto di tempo per dirmi tutte le parole che le vengono in mente con la lettera "F". Attendere un minuto. Approvare ogni risposta esatta. Se il soggetto si interrompe prima che il minuto sia trascorso si può incoraggiarlo a trovare altre parole. Si procede poi in modo analogo con le lettere "P" e "L" concedendo per ognuna un minuto di tempo. Punteggio: il punteggio totale è la somma delle parole corrette prodotte per ciascuna lettera.
Nella prova di fluenza per categorie semantiche lesaminatore chiede al soggetto di produrre quante più parole possibili appartenenti ad una delle categorie semantiche da esaminare: marche dauto, frutta, animali. Il tempo a disposizione del soggetto è sempre un minuto. Le modalità di somministrazione del test e di registrazione dei punteggi sono analoghe a quelle della prova di fluenza per categorie fonemiche.
la prestazione a tale test è tipicamente compromessa nel caso di lesioni frontali sinistre. I test di produzione di parole appartenenti ad una determinata categoria semantica sono meno sensibili alla lateralità destra o sinistra del danno frontale. Recenti studi effettuati con RM funzionale hanno evidenziato unattivazione della porzione anteriore triangolare del giro frontale inferiore (area 45 di Brodmann) e del nucleo talamico dorso-mediale in entrambi i compiti; la porzione opercolare posteriore del giro frontale inferiore (aree 44/6), linsula e il nucleo pulvinar del talamo solo nel compito fonemico, la regione retrospleniale solo in quello semantico.
Soggetti. Sono stati esaminati 320 soggetti residenti in Lombardia ( 170 maschi e 150 femmine ) in un periodo compreso tra il maggio 1983 e il marzo 1985, non affetti da malattie neurologiche e psichiatriche, ovvero senza lesioni cerebrali al di sopra del midollo cervicale. Il campione è stato suddiviso in 6 classi di età : 20-29, 30-39, 40-49, 50-59, 60-69,70 e più anni. I medesimi soggetti sono stati sottoposti ad altri due test di ricerca e produzione lessicale: il test di denominazione di oggetti e il test di denominazione su descrizione. La suddivisione operata in base al livello di istruzione ha permesso di ottenere 4 gruppi: da 3 a 5 anni di scuola (67 soggetti), da 5 a 8 anni di scuola (93), da 8 a 13 anni di scuola (98), oltre 13 anni di scuola (62).
la taratura dei test è stata effettuata secondo la procedura descritta da Capitani e coll. (1986) che consiste anzitutto nelle seguenti fasi:
a) studio del modello lineare migliore; scelta delle variabili da inserirvi (età, scolarità, sesso), e individuazione del modello che meglio descrive leffetto di ogni variabile,
b) correzione del punteggio originario di ogni test, ottenuta sottraendovi (oppure aggiungendo) il contributo dato dalle variabili il cui effetto nel modello fosse risultato significativo.
nellambito dellafasia, anche se non risulta che ci siano dati sperimentali a sostegno di queste ipotesi è possibile pensare che pazienti con un danno del lessico fonologico abbiano maggiori difficoltà nellevocazione di parole su stimolo fonologico, che richiedono una strategia fonologica, mentre il quadro opposto è ipotizzabile per pazienti con danno semantico. Non bisogna tuttavia dimenticare, da un lato che la forma fonologica della parola va recuperata sia nelle prove di fluenza fonologica che semantica e dallaltro che se un paziente accede alla parola leone in rapporto al concetto di re della foresta, la risposta resta comunque corretta per la prova di fluenza verbale. E quindi possibile che in definitiva non si ritrovi una doppia dissociazione nei pazienti afasici a seconda del livello del danno lessicale, semantico o fonologico.
Denes G., Pizzamiglio L., Manuale di Neuropsicologia, Zanichelli
Novelli G., Papagno C., Capitani E., Laiacona N., Vallar G., Cappa S.F., Tre test clinici di ricerca e produzione lessicale. Taratura su soggetti normali, Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria 1986 oct-dec; vol. 47 (4): 477-506
Novelli G., Papagno C., Capitani E., Laiacona N., Vallar G., Cappa S.F., Tre test clinici di memoria verbale a lungo termine, Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria.
Carlomagno S., La valutazione del deficit neuropsicologico nelladulto cerebroleso, Masson.
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