Webinar: l'Autostima

Mercoledì 17 luglio, ore 18:00

L'autostima è il modo in cui noi ci percepiamo come persone, come valutiamo i nostri talenti, i nostri punti di forza e le nostre debolezze.
Le persone con una buona autostima tendono ad apprezzare sé stessi e ad avere una ragionevole fiducia nelle proprie capacità. Le persone con una autostima bassa, al contrario, si focalizzano sui propri difetti, hanno una visione di sé negativa e tendono ad avere poca fiducia in loro stessi.
Il nostro livello di autostima ha un impatto sulla nostra vita, sulle nostre emozioni, sulle nostre scelte e sulle relazioni.
Nel webinar indagheremo cos'è l'autostima, che succede se è troppo bassa, quali sono i meccanismi che la definiscono e com'è possibile migliorarla.
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C'è un proverbio che afferma che le donne donano del sesso per avere dell'amore, mentre gli uomini donano dell'amore per avere del sesso. A quanto pare, dei ricercatori hanno formalizzato questa equazione.

Gli uomini, infatti, tendono ad essere interessati al sesso più delle donne. Questo offre, alle donne, un vantaggio competitivo, e stabilisce un rapporto fra i sessi che, secondo Roy F. Baumeister e Kathleen D. Vohs, può essere analizzato con gli strumenti tipici dell'economia, tanto da aver coniato il concetto di economia del sesso.

L'ipotesi dei ricercatori è che la disponibilità sessuale femminile costituisca una risorsa scarsa (in quanto la domanda è alta), e che pertanto possa costituire un bene di scambio per altre risorse.

Secondo gli autori, che citano il premio nobel per l'economia Gary Becker, si può applicare una teoria economica ad un contesto se sono sostanzialmente soddisfatte quattro condizioni:

  1. il comportamento degli individui è calato in un contesto in cui vi sono dei costi, dei benefici, e delle preferenze piuttosto stabili (il mercato);
  2. vi sono delle risorse scarse ma desiderabili, il cui scambio è influenzato dal comportamento del mercato;
  3. i venditori (e, in minor misura, gli acquirenti) competono fra loro;
  4. gli attori in gioco sono motivati a massimizzare i propi risultati.

Sebbene l'economia classica si sia focalizzata principalmente su quei mercati i cui beni sono materiali e in cui lo scambio è di tipo monetario, attualmente l'orizzonte si è ampliato, e dunque non sorprende che si possa parlare di mercato e di economia anche nel momento in cui si ha a che fare con beni immateriali e scambi non monetari.

Una teoria economica della sessualità assume una prospettiva diversa rispetto alle teorie biologiche (evoluzionistiche) ed alle teorie sociologiche. Ma, secondo gli autori, il fattore che determina la natura economica dello scambio è proprio il fatto che il sistema culturale (o, forse, biologico) rende a rendere la sessualità femminile una risorsa "scarsa" e molto ricercata, e dunque l'intercorso non è uno scambio alla pari, ma viene visto nella prospettiva in cui l'uomo ottiene qualcosa dalla donna. Per pareggiare il conto, l'uomo deve restituire qualcosa alla donna, qualcosa che esula dal rapporto sessuale in sè. Questa forma di pagamento, generalmente di tipo non economico (salvo, ovviamente, il caso della prostituzione), varia a seconda delle condizioni del mercato.

Il concetto di base, dunque, è che gli uomini cercano il sesso più delle donne. La teoria biologica sostiene che questo avviene perché siamo fatti in maniera diversa: per una donna, una gravidanza ed una maternità ha un costo molto maggiore che per un uomo: per il maschio, in fondo, ogni lasciata è persa.

Vi è una teoria motivazionale, che si basa sul fatto che tutti i dati empirici lasciano supporre che la motivazione e il desiderio sessuale maschile sia - in media - più alto di quello femminile. Entrambe queste spiegazioni (fra loro peraltro compatibili ed integrabili) possono, da sole, render conto dell'assimetria del mercato sessuale.

Vi è, però, anche una spiegazione di tipo più economico: in tutte le società tradizionali, gli uomini hanno un potere economico (un accesso alle risorse) molto più ampio delle donne. A quel punto, le donne utilizzano (probabilmente inconsapevolmente) la loro risorsa sessuale per tentare di ri-equilibrare questa distribuzione di risorse.

A parziale conferma di quest'ultima ipotesi, vi è una recente ricerca, pubblicata dallo stesso Baumeister, che rivela come nelle società con maggior uguaglianza di genere (gender equity)si faccia più sesso. L'idea sottostante è che, nelle circostanze in cui le donne hanno un accesso alle risorse economiche paritario rispetto agli uomini, la loro necessità di economicizzare il sesso viene meno, ed il loro comportamento sessuale diventa più simile a quello maschile.

Naturalmente, vanno tenuti in considerazione anche altri fattori: generalmente, le società con maggior gender equity sono anche quelle con costumi più permissivi, e dove l'emancipazione permette un uso più accorto della contraccezione.

Ciò nonostante, la conclusione rimane importante: l'emancipazione femminile permette a tutti, uomini e donne, di avere più sesso.

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